Liberamente ispirato al famoso gioco di Marcel Proust

Lo ammetto: sono un assiduo lettore di Io Donna, il supplemento di sabato del Corriere della sera. Alla fine di ogni numero c’è un questionario che di volta in volta viene sottoposto ad un personaggio più o meno famoso. Mi divertiva l’idea di farlo così lo pubblico. Se qualcuno lo vuole compilare, cliccate qui. Una volta riempito, speditemelo che verrà pubblicato in questa sezione.

Il tratto principale del suo carattere?
La curiosità e l’entusiasmo.

La qualità che preferisce in un uomo?
L’ascolto.

E in una donna?
L’iridescenza.

Il suo migliore amico?
Come si può sceglierne uno tra Fabrizio, Manfredi, Marco e Pierfrancesco?

Il suo principale difetto?
Una certa intolleranza intellettuale, il pensare ad alta voce e una saltuaria ingenuità.

La persona a cui chiederebbe consiglio in un momento difficile?
Il dott. Esposito e mia nonna Laura.

Il suo sogno di felicità?
Varia giornalmente. Il momento in cui accetterò il voto dell’ultimo esame e nuotare nelle acque di Linosa sono tra i più ricorrenti.

Il suo rimpianto?
Aver perso tanto tempo.

L’ultima volta che ha pianto?
Una decina di giorni fa per una riflessione dolorosa sui miei cari.

Il giorno più felice della sua vita?
Tanti: i giorni in barca a vela, quelli a Caprera o a Linosa. Quando Alberto Castelvecchi mi ha fatto i complimenti per la mia scrittura. Il giorno che hanno diagnosticato un tumore curabile a mia madre.

E il più infelice?
Il 18 giugno 1995 anche se è ormai superato.

La persona scomparsa che richiamerebbe in vita?
I nonni oltre a Luigi Pintor. E il mio amico Cristiano Ielasi: è morto troppo giovane.

Quale sarebbe la disgrazia più grande?
Perdere definitivamente la coscienza.

La materia scolastica preferita?
Matematica solo perché non mi costava fatica. Per il resto la scuola mi sembrava frustrante e basta.

Città preferita?
Se parliamo di città Roma. Ma il paradiso è Linosa.

Bevanda preferita?
Coca cola, con una certa vergogna.

Il piatto preferito?
La pasta con le sarde, le animelle col prosciutto, gli strozzapreti alla amatriciana, gli spaghetti al pesto mediterraneo, la parmigiana di mia madre e la zuppa di farro di nonna Laura, la pasta col tonno che faccio io.

Il suo primo ricordo?
Credo siano solo costruzioni postume.

Il dono di natura che desidererebbe?
L’immortalità. Ma mi accontenterei anche solo di volare.

Se avesse qualche milione di euro?
Senza passare da casa partirei per un viaggio intorno al mondo.

Libri preferiti?
Carne e Sangue di Cunningham, Le città invisibili di Calvino e Per ordine del vento di Iannozzi.

Autori preferiti in prosa?
Calvino, Coetzee e Cunningham.

Poeti preferiti?
Sandro Penna e Cesare Pavese.

Cantante preferito?
Robert Plant.

Sport preferito?
Da fare quelli acquatici: vela ed apnea. Da vedere tutti, con un debole per il rugby, il ciclismo (sigh) e l’atletica.

Il suo eroe?
Richard Feynman e Fausto Coppi.

L’eroina?
Virginia Woolf.

I suoi pittori preferiti?
Bosch e Klee.

La trasmissione televisiva preferita?
Otto e mezzo.

Film cult?
Berry Lyndon. Ma in generale Kubrick, Mann e Truffaut.

Attore preferito?
Al Pacino e Benicio Del Toro.

Canzone che fischia più spesso sotto la doccia?
Dipende da che canzone danno per radio quando mi sveglio.

Se dovesse cambiare qualcosa nel suo fisico, che cosa cambierebbe?
La voce di Tom Waits, i capelli di Manfredi, dieci centimetri di altezza in più e un mento più pronunciato.

Personaggio storico più ammirato?
Gandhi.

E il più detestato?
Hitler.

Quel che detesta di più?
Scoprire di aver parlato ad una persona che non ascolta.

Il regalo più bello mai ricevuto?
L’orologio di mio nonno Antonio che mi ha regalato mia nonna Laura.

Come vorrebbe morire?
Stanco dopo una vita troppo intensa.

Stato d’animo attuale?
Sereno. In attesa che il braccio guarisca. Emozionato per l’arrivo del caldo.

Le colpe che le ispirano maggiore indulgenza?
Quelle commesse per necessità.

Il suo motto?
Le cose succedono se lasci aperta la porta.

13 maggio 2005

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